lunedì 19 settembre 2011

Prequel (parte seconda)

24 agosto
Abbiamo attraversato Yosemite National Park e siamo scesi fino a Los Angeles. Il viaggio è stato lungo. Abbiamo attraversato le lunghe piane agricole della California. Poi siamo giunti al nord di Hollywood. Moonica non stava bene. Ha vomitato una volta durante il viaggio. La sera ci siamo detti che il giorno successivo saremmo andati a San Diego dove abbiamo degli amici, e li saremmo andati a consultare un medico.

25 agosto - Inizio dell'avventura ospedaliera
La mattina del 25 agosto a colazione Zoi, nostra figlia, osservando sua madre dice: "Ma mamma, come mai hai gli occhi gialli?" Effettivamente la parte bianca dei suoi occhi era gialla. "Il fegato" ho pensato immediatamente. Chiamo anche mia sorella per avere conferma e lei mi consiglia di vedere un medico e fare due esami del sangue per verificare cosa ci fosse che non andava.
Ho pensato: "Un antibiotico e un pochino di re-idratazione". Decidiamo di scendere a San Diego dove ci aspettavano degli amici.Questo, ho pensato, permette di semplificare la gestione dei bambini, se ci fosse la necessità di stare qualche ora in ospedale.
A mezzo giorno arriviamo a San Diego, ed andiamo dai nostri amici a La Jolla. Non c'erano in quel momento. Quindi con tutta la truppa ci rechiamo in un ospedale indicatoci a Enchinitas.
La prima visita e i primi esami mettono in evidenza un problema epatico. L'ospedale di Enchinitas non è specializzato in problemi epatici per cui mi viene detto che verrà trasferita. Ho chiamato mio cugino Christian, che vive in Carolina del Sud e gli ho chiesto di darmi una mano. Si organizza per arrivare con il primo aereo il giorno successivo.
Io nel frattempo accompagno i bambini da questi amici a La Jolla. Sono stati fantastici, si sono presi in carico tutti e tre i miei bambini. Loro ne hanno già quattro. Quindi immaginatevi questa coppia con 7 bambini.
Torno in ospedale, ma Monica nel frattempo è stata trasferita a San Diego al UCSD. Di UCSD ce ne sono due. Ovviamente prima arrivo a quello sbagliato. Finalmente alle 10:30 di sera ritrovo Monica (immaginatevi doversi districare sulle strade californiane di notte, con il pensiero di dove sia finita la propria moglie).
Vedo Monica, vedo i medici i quali mi dicono che il suo fegato è messo male. ma mi consigliano di andarsi a riposare. Cosi vado in albergo a 5 chilomertri dall'ospedale.

26 agosto
Alle 3 del mattino mi arriva la telefonata che Monica non stava bene. Parto immediatamente per l'ospedale. Monica ha cominciato a delirare. Mi viene spiegato successivamente che era in corso un'ebolia celebrale. Decidono di sedarla. Torno a finire di riposare. Alla mattina incontro mio cugino e Katherine, la sua nipote che è venuta dall'Arizona per vederla.
Quando arrivano all'ospedale iniziano le discussioni tra le più allucinanti della mia vita. Immaginatevi di avere vostra moglie che non sta bene, sedata in un letto di un ospedale a 12.000 km da casa, e un medico che viene verso di voi e esordisce chiedendo se eravamo assicurati. Abbiamo risposto che stavamo verificando questa cosa. Allora lui risponde che servono immediatamente 250.000$ altrimenti non possono intervenire. Mio cugino ha la prontezza di chiedere: "State dicendo che se non vi versiamo 250.000$ di acconto voi lasciate che Monica possa anche morrie?". Il medico, con un pochino di imbarazzo non nega l'affermazione. Mi si è gelato il cuore.
Fortuna che nel frattempo avevamo iniziato a mobilitare i cinque continenti (cinque no ma tre si) e a Roma, i miei cugini si mettevano in contatto con la Farnesina. Otteniamo così il telefono del console italiano pro-tempore a Los Angeles Paolo Pandolfi. Dopo una discussione con il consolato, lo stesso contatta l'amministrazione dell'Ospedale e chiarisce la situazione.
Ci viene citata per la prima volta l'eventualità di un trapianto di fegato.

Sono rimasto di stucco.

Un trapianto di fegato.

Come è possibile... ma stava bene fino a qualche giorno fa?
Il medico, Dott. Gitsch, dice che stanno cercando di capirne le cause e mi chiede se avevamo mangiato funghi o altre cose. Se Monica prendeva delle medicine particolari. Gli cito i medicinali omeopatici di Monica e dice "Ah ecco, sicuramente sono la causa". Questa è la rieazione tipica dei medici allopatici.
Monica nel frattempo è sedata e intubata.

Al pomeriggio accompagno Katherine dai bambini in modo che li possa portare a Sea World. Grazie a lei, anche per loro il tempo è trascorso sereno e spensierato.

Monica continua la sua lotta e i medici continuano ad indagare le cause che hanno provocato il tilt al fegato. Intanto viene deciso di inserire Monica nelle liste dei richiedenti un fegato con la classificazione 1A, la più alta. Questo significa che viene messa in cima alla lista. Il primo fegato compatibile è il suo. Per metterla in lista subisco pure un interrogatorio. Mi viene chiesto di tutto e di più su Monica, sulle sue abitudini. Mi viene chiesto se ha tendenze suicide, se è depressiva ... e mentre rispondo mi dico "ma che cavolo di domande sono queste con lei che sta male". Più tardi capisco il perché di queste domande: i fegati sono prodotti rari e per cui vengono dati solo ai meritevoli. Evidentemente alla fine Monica è ritenuta meritevole, per cui entra in lista.

Nel pomeriggio conosco anche Cindy, la persona che da quel momento si sta occupando di noi dal punto finanziario. CI diamo appuntamento il Lunedì successivo, poiché oramai in Europa è già notte e non è più possibile fare alcun tipo di operazione. E questo fino a lunedì. Inoltre lunedì cercheremo di contattare l'ASL italiana per vedere con loro come si possa operare.

La sera rientro dai nostri amici a La Jolla e riabbraccio i bambini. Una montagna di pensieri mi assalgono. Come fare con loro. Devo farli rientrare in Italia al più presto. Inizio dunque ad organizzare il loro rientro con il supporto di mia cugina che lavora in Alitalia. Finalemente decidiamo per un volo diretto la domenica da Los Angeles a Fiumicino. Viaggeranno da soli. La loro prima volta.
Racconto la cosa ai bambini che la prendono con sentimenti contrastanti. "Ma andiamo proprio da solo da soli sull'aereo?" mi chiede mia figlia. "Si, da soli da soli. papà era molto più grande quando questo è capitato a lui". In effetti avevo 11 anni. Era il periodo della mia scuola in Francia. Ma ne ho un ricordo vivissimo ancora oggi.

I bambini vogliono sapere della mamma. Spiego loro che è molto grave e che ci vorrà molto tempo perché guarisca, e che papà deve rimanerle vicino perché lei ha bisogno di aiuto.

Alla fine ci mettiamo a dormire. Per me è stata una notte lunga e agitata. Loro hanno dormito benissimo.

27 agosto - Sabato - Santa Monica
I bambini partono con Katherine e sua mamma per Disneyland. Ultimo loro giorno in California.
Ne sono contentissimi.
Io poi raggiungo con Christian l'ospedale e veniamo informati dei seguenti fatti: Monica è stata colpita da epatite B fulminante e che hanno iniziato a curarla contro questo virus.
Nel pomeriggio ci viene detto che le sue condizioni sono stabili, e che ora è una gara tra il fegato che si rimette a posto e l'arrivo di un nuovo fegato. Ci vengono anche date le statistiche di soppravivenza:
"Senza un trapianto ci sono il 90% di probabilità che non arrivi ad una settimana, mentre con il trapianto ci sono il 90% di probabilità che sia viva dopo un anno". Cosa dire di tali statistiche. Sono un ingegnere, ma quando si fanno statistiche su tua moglie, non è proprio una statistica come le altre...

La giornata trascorre lentamente. Monica è sedata, e attendiamo notizie sul nuovo fegato. Frenetiche telefonate transoceaniche, per spiegare cosa succede, persone che danno consigli. Conosciamo anche una serie di persone del luogo che si rendono disponibili ad aiutarci come Meg e Victor.

Verso le 4 ci rendiamo conto che non abbiamo ancora pranzato, quindi optiamo per un piatto thailandese su consiglio di un'infermiera. Il personale dell'ospedale è veramente gentile, a volte esageratamente gentile.

La sera accompagno Christian in albergo e torno a La Jolla ad aspettare i bambini. Nel frattempo preparo le loro valigie. Alle 9:30 finalmente eccoli arrivare. Stanchi ma contenti di essere stati nel regno di topolino. Sono solo un pochino triste per il fatto di non essere stato io ad accompagnarli li. Mi raccontano cossa hanno fatto, che Theo aveva paura di salire sulle montagne russe e mi mostrano i loro cappelli bellissimi: Nicky un neo Davy Crockett, Zoi come Minni strghina e Theo con le orecchie di Pluto.
La decisione più difficile di oggi è stata quella se far vedere la mamma o meno ai bambini prima della parrtenza. Per questo mi sono anche consigliato con l'assistente sociale. Alla fine la mia decisione è di fargliela vedere. Ma di prepararli a tale incontro. Quindi la sera dico loro: "Domani prima di andare a prendere l'aereo andremo a trovare la mamma. La mamma è molto malata, dorme ed è piena di tubi. Ma vi ascolta e sente i vostri cuori e legge i vostri pensieri. Ha intorno a se un sacco di macchine importantissime che la aiutano a vivere. Sembra di essere in un astronave".


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