lunedì 26 settembre 2011

Il grande sogno (Monica)


Da dove riparto?
Quando ho scritto l'ultima volta, ho detto di non avere più ricordi, in parte è così, nel senso che non ho ricordi "reali" di ciò che è accaduto, quello che ho è un grande sogno che ho attraversato sino al momento che Micha mi ha parlato del trapianto, credo che sia avvenuto il 2 settembre.
Questo sogno incredibile ha una sua consequenzialità che man mano io sto venendo a conoscenza di ciò che è accaduto ha il suo perché.

 La cosa più lontana è qualcuno (mia mamma, mia cognata Kathy?) che mi dice che ho un grave problema al fegato mentre sto facendo la salita di Vromolithos a Leros e poi da lì un salto fino a una clinica con pareti di luci colorate: blu elettrico, giallo, arancione, viola, anche del nero, io sono su un letto e provano a farmi delle terapie diverse, ricordo di aver chiesto a Micha se stavo morendo (e questo è accaduto veramente) ma non ricordo la risposta, all'inizio pensavo di essere nella clinica del papà di Betsy, la moglie di Christian, che aspettavo di poter uscire, mi dovevano spostare giù con l'ascensore che era la stanza stessa in cui mi trovavo, ma questo non avveniva mai. C'erano diversi dottori, Micha chiacchierava con loro, uno diceva che voleva rimettere in piedi la clinica del papa di Betsy perché era stato come un padre per lui (molte cose sono un po' in conflitto, capisco che per voi che leggete è difficile, ma non voglio perderlo questo grande sogno: lo scrivo più per me che per voi, scusate) poi un altro che doveva fare buon viso a cattivo gioco del suo capo. E un altro ancora di origine asiatica. Il fratello di Katherine viene chiamato per un consulto (non è assolutamente un medico) e lo vedo camminare avanti e indietro dicendo un sacco di parole senza senso. Poi i bambini. Sui bambini ho dei ricordi pazzeschi: a cominciare da questa famiglia di amici che chiede di occuparsi del figlio che dovrà passare l'estate da solo e mio suocero si da disponibile a stare con lui e Theo a Leros. E mentre sono lì attraverso l'i-Pod si spostano per tutto il mondo rimanendo legati a me tramite un filo che avevo in bocca. Anche Zoi e Nicki cominciano a viaggiare cosi. Ogni tanto li vedo passare vicino a me ma solo Theo e Nicki, Zoi c’è ma resta in disparte. Sento poco Micha, non tutti i giorni, e penso che lui sia con i bambini in qualche posto lontano. Il papà dell'amico di Theo, non vedendolo, viene a cercarlo in ospedale. L'ospedale poi era all'interno di un grande centro commerciale e sul tetto c'è un grande ristorante, il medico mi dice che Micha e i bambini sono su, io vedo un lucernario con una tenda bianca, il medico dice che se voglio posso andare ma non trovo la forza per alzarmi e rimango ad aspettare. Ci sono delle persone che vengono tutti gli anni a controllare il fegato ma che puntualmente non hanno niente, mi racconta un dottore e che invece io purtroppo ho dei grossi problemi.  Aspetto Micha e intanto le cose vanno avanti, un dottore con un cognome italiano, le infermiere che stanno con me. Io che lavoro in una specie di Leroy Merlin con alcune persone, la mia casa con delle piante completamente diverse, un giorno sento che Micha mi verrà a prendere e lo sento fuori che suona il clacson ma nessuno risponde e intanto aspetto. Cerco di alzare le mani ma non riesco, mi diranno poi che ero legata perché ho tentato di togliermi il tubo del naso, e poi ancora posti strani, vuoti, la tappezzeria della mia macchina, io e Micha che andiamo in giro. Poi, finalmente, Micha mi parla e mi racconta cosa è successo, mi chiede cosa ricordo ma non posso rispondere per il tubo che ho in gola e a segni cerco di farmi comprendere e lui mi racconta dell'ospedale, di essere stata trasferita a San Diego, che mi hanno operato e che ho subito un trapianto di fegato. Sono scombussolata, perché mi hanno tolto il fegato? Sono sempre stata bene, non capisco. Ma è tutto di secondaria importanza, Micha è con me, mi stringe la mano, e io sento la sua voce, non mi interessa il mio fegato, la mia vita è Michail e lui è con me.
Mi dice che vogliono togliermi i tubi, ma che il mio cuore batte troppo forte e che mi devo calmare, io mi rannicchio nella sua mano e cerco di fare quello che mi dice. Non so se me li hanno tolti subito o quando, ricordo l'infermiera che mi diceva di respirare profondamente, non mi ha dato fastidio, ricordo solo che dopo ho ricevuto il bacio più bello della mia vita.




1 commento:

  1. Ti voglio bene Monica.... Qui tantissime persone ti voglione bene.
    Coraggio!!!
    Va tutto bene!
    nasinasi
    mip

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